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Wulf Dorn in Italia: Intervista per SmashNews

Wulf Dorn in Italia: Intervista per SmashNews

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Giovedì 20 aprile, insieme ad alcuni blogger, abbiamo avuto l’occasione di incontrare e di scambiare quattro chiacchiere con Wulf Dorn, famoso autore tedesco scrittore di genere thriller. Dorn ha inquietato i suoi lettori con titoli come La psichiatra e Incubo ed ora è tornato in Italia per parlarci del suo nuovo romanzo dal titolo Gli eredi.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/1″][minti_spacer][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Gli eredi è un romanzo horror che ricorda Stephen King. In questa lettura c’è molta fantasia e poco realismo. Come mai questo elemento?

WD: Come saprete ho iniziato la mia carriera di scrittore proprio con il genere horror. Qui mi premeva raccontare una storia che, partendo da fatti reali, mi desse modo di mostrare la realtà da una diversa angolazione. E in questa realtà noi troviamo tantissimi elementi horror e è quello che alla fine porta la storia a funzionare.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][minti_spacer][minti_image img=”2216″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/1″][minti_spacer][vc_column_text]In questo romanzo parli di bambini che si ribellano e si uniscono per fronteggiare gli adulti. Credi che la risposta per salvare il mondo sia effettivamente nei giovani?

WD: I bambini per me sono il futuro, ma ciò che mi ha spinto a scrivere questa storia è stato pensare a cosa stiamo facendo al mondo in cui viviamo, a cosa stiamo lasciando alle generazioni future. Quindi ho tentato di rendere evidente questo attraverso i bambini. Se non cambiamo il nostro modo di comportarci cosa succederà? Le generazioni future faranno lo stesso o ci sarà una rivoluzione?

Sei passato da libri in cui è il passato a tormentare il protagonista a uno in cui è il futuro a farlo.

WD: Noi ci troviamo a metà strada. È fondamentale imparare dal passato per creare un futuro migliore ed evitare di commettere gli stessi errori.

Sei partito da storie reali per creare questo romanzo, vero?

WD: Proprio così. Nel libro sono presenti storie di bambini da tutto il mondo, che si intrecciano alla trama principale. Quando ho iniziato a fare ricerca ho letto i rapporti annuali dell’Unicef e ho voluto riportare una minima parte dei terribili destini di queste creature a fini dimostrativi. Leggendo questi rapporti ti accorgi di quello che stanno passando i bambini che, in questo momento, stanno vivendo uno dei peggiori horror.[/vc_column_text][minti_spacer][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/4″][minti_spacer][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/1″][minti_spacer][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/1″][vc_column_text]Una scena che colpisce particolarmente all’interno del romanzo è quella della bambina che riceve per il suo compleanno un’arma di Hello Kitty. Cosa spinge, secondo te, un genitore a regalare un’arma ad un bambino?

WD: È esattamente come nel libro. Esiste una ditta che vende queste armi di Hello Kitty, come se fossero giocattolo, quando in realtà sono delle armi vere e proprie. È sconvolgente: stiamo parlando di aziende che producono anche fumetti in parallelo a queste armi. La storia che ho deciso di raccontare non è un’eccezione. Basta dare una rapita occhiata su internet per rendersi conto di quanti genitori insegnino ai propri figli a utilizzare le armi. È un problema tipicamente americano e non è un caso che l’America abbia il più alto numero di omicidi. Questa scena è stata molto impegnativa dal punto di vista creativo: cito anche un fotografo che ritrae una bambinetta con la sua prima arma.

C’è un punto del romanzo in cui scrivi: «Credo che noi adulti commettiamo spesso il grande errore di sottovalutare voi bambini. Siamo stati bambini anche noi e avevamo domande e avevamo risposte». Com’eri tu da bambino? Avevi anche tu delle domande e avevi la sensazione di non essere ascoltato?

WD: I bambini vengono spesso sottovalutati e mi balza all’occhio ogni volta che parlo con uno di loro. I bambini hanno un loro modo di vedere mondo, noi da adulti abbiamo un’altra forma mentis che è più complessa. Ma non per questo vanno sottovalutati. Io sono sempre stato curioso, leggevo moltissimo quindi se la risposta non arrivava dagli adulti la ricercavo nei libri.

Colpisce la presenza costante degli animali nel romanzo e il loro collegamento con i bambini. Puoi dirci di più?

WD: Io sono cresciuto in campagna e mi piace immergermi nella natura. Le cose che osserviamo spesso tendono ad influenzarci e così è stato anche in questo caso. La scena dei pesci che si raggruppano per difendersi mi è servita per dimostrare l’intelligenza della natura nel creare nuove strategie di sopravvivenze. Ci sono scene che nel processo di revisione cambiano drasticamente. Una di queste è stata quella della bambina ricoperta di farfalle. Inizialmente dovevano essere scimmie che si ribellavano al controllo umano e si avventavano sulle sbarre, ma non funzionava, quindi sono state sostituite dalle farfalle.

Pensi che i bambini siano più vicini alla parte istintiva come gli animali?

WD: Certo! I bambini sono lontani dalle nostre regole e dalle nostre convenzioni sociali quindi sono sicuramente più istintivi.

La gravidanza apre gli occhi di Laura che si rende improvvisamente conto di tutti i mali del mondo. È un modo per suggerire alle donne di fare più figli?

WD: Laura è il simbolo della nostra società. Attorno a me vedo tanta gente che pensa unicamente al momento presente, siamo una società molto egocentrica ed egoista. Lei però non è più responsabile solo di se stessa, ma anche di un’altra persona. La gravidanza, tuttavia, non è l’unico modo che hanno le persone di aprire gli occhi, una persona può arrivare a un certo punto della propria vita e ritrovarsi riflettere su quello che sta lasciando alle generazioni future, ad analizzare e mettere in discussione le proprie azioni.

Nei tuoi libri tornano spesso le voci e in un’intervista avevi detto che da piccolo andavi al cimitero per cercare di registrare le voci.

WD: Sì è vero, ma non ce l’ho mai fatta. A ripensarci potrei provare a riascoltarle con il computer. Magari trovo qualcosa.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/1″][minti_spacer][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Leggendo Gli eredi ho provato ansia, inquietudine e paura. Quello che scrivi che impatto ha sulla tua vita? Dormi dopo aver scritto queste scene inquietanti?

WD: Sì dormo, sono le tue paure e scrivendo le rivivi, ma la scrittura è uno strumento per trasmettere al lettore delle emozioni e dato che sono le mie paure risultano reali. Io scrivendo le elaboro e dopo dormo perfettamente.

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][minti_spacer][minti_image img=”2215″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/1″][minti_spacer][vc_column_text]Puoi parlarci dei tuoi nuovi progetti?

WD: L’anno prossimo potrebbe uscire qualcosa, ma non so ancora determinare l’uscita a causa di cambiamenti che stanno avvenendo nella casa editrice di pubblicazione. Voglio ancora scrivere il mio libro di cucina italiana. Intendo prendermi sei mesi per girare l’Italia per raccogliere antiche ricette di famiglia, ma ci vuole tanto tempo e non so se è proprio quello che vogliono da me i miei lettori in questo momento. Potrei anche pensare di scrivere un libro parallelo in cui parlo degli omicidi avvenuti nei luoghi delle ricette.

Svelaci il tuo segreto. Quali sono i passi fondamentali per scrivere il thriller perfetto?

WD: La cosa fondamentale è non annoiare. Bisogna tagliare quel che non funziona per sostituirlo con qualcosa di diverso. E solo se riesci a trovare la paura nel tuo cuore la proverà anche il tuo lettore.[/vc_column_text][minti_spacer][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Ringraziamo Wulf Dorn per la sua simpatia e disponibilità e ovviamente per aver concesso a noi e ai blogger presenti questa intervista. Il suo romanzo non vi deluderà!

 

Nde: l’intervista non è stata fatta in esclusiva da SmashNews, le domande che trovate in questo articolo sono state poste sia da noi sia da alcuni blogger presenti all’evento organizzato dalla casa editrice Corbaccio[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]

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